We are such stuff as dreams are made on.
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Una favola per bambini di tutte le età. Una favola per tutti quelli che non hanno mai smesso di credere a Babbo Natale, impedendo così al proprio io bambino di perdersi in una realtà collettiva che rifiuta l’ accettazione generosa delle personalità di ognuno, uniche e splendide, sebbene non omologabili e “catalogabili”. “La Città Del Natale”, commedia musicale basata sul testo di Margherita Cordova, con le musiche di Fabrizio Murgante, le coreografie di Katia Nannavecchia per la regia di Paola Di Girolamo, nasce dall’ urgenza di raccontare che i regali di Natale andrebbero offerti a tutti i bambini del mondo: buoni e “dispettosi”, belli e brutti, ricchi e poveri, vivi e “non vivi”. Ed allora eccoci tutti quanti immersi, per novanta minuti circa, nella fantastica città di “Funtopoli”, abitata da piccole creature strane, sghembe, sgangherate e tuttavia allegre, divertenti piene di una gioia di vivere inusuale per chi è già “defunto” da un bel po’. In realtà si tratta di ragazzi e ragazze che cercano di ricreare il “loro” Natale, la loro occasione di sentirsi riamati e per rendere possibile tutto questo progettano il loro personalissimo 25 dicembre, in cui il rosso, grosso e rassicurante Babbo Natale, dopo avere portato la propria slitta in cielo dovrà scendere anche sotto terra, per portare i doni a tutti quelle creature di cui si è da sempre dimenticato. |
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Spiro Spirato, il buffo e tenero protagonista della nostra favola, decide allora di rapire Babbo Natale, lo reclude Funtopoli e si sostituisce a lui nella notte più attesa dell’ anno. Sarà lui a percorrere il cielo, la terra ed il sottosuolo, per non lasciare nessuno senza regalo. Ma il mondo dei vivi non accetterà passivamente il rapimento del suo rassicurante “ciccione” e metterà in campo tutte le sue forze (anche quelle oscure, rappresentate dall’ antagonista di Spiro, Sacco Almanacco) per fare in modo che tutto resti com’ è, che per un altro anno ancora ci sia il solito, scontato e deprimente Natale. Spiro, la sua amica Ermia, i suoi sgangherati aiutanti La, Pi, De (se due più due fa quattro mettete insieme i monosillabi e vedrete cosa ne viene fuori) lotteranno contro tutto questo, muovendosi tra scenari ora cupi ora sfavillanti, cantando e ballando su temi musicali di grande impatto e di immediata presa sul pubblico (usciti dalla sala sentirete un bisogno irrefrenabile di canticchiarli), fino a raggiungere il loro obiettivo; rendere tutti i mondi possibili un’ unica, immensa città del Natale”. E’ questo l’ augurio che la compagnia de “Gli Apprendisti Incantatori”, intende fare a tutti gli spettatori. Come sentirete dalla voce di Spiro: “Quest’ anno avrà il suo Natale anche chi non se lo aspetta”.
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